Madri

SPETTACOLO TEATRALE

Testo di Raffaella Calgaro
Adattamento, drammaturgia e regia: Franca Pretto
Aiuto regia e disegno luci: Gianni Gastaldon
Scenofonia: Gianni Gastaldon e Franca Pretto
Costumi: Sartoria Cristin – creazioni su misura
Tessuti: Atelier Parfum D’âme di Laura Milan – abiti e accessori 
Distribuzione: Rosanna Bonollo per Logika: bonollo@logikaweb.eu / 348.2735040

con Eleonora Fontana e Sara Favero

Madri, due storie parallele che, attraverso il tema della maternità, raccontano dello spaesamento, dell’essere in balia degli altri quando si lascia la propria terra, quando si è costretti a scappare, abbandonare tutto per salvare la propria vita, ma soprattutto quella dei propri figli.

Due storie parallele dove il voler ricordare assume il significato di testimonianza per chi viene dopo, e il poter dimenticare dà la possibilità di continuare a vivere, sperare, costruire affetti e relazioni.

E così due madri distanti tra loro per tempi e luoghi si ritrovano affiancate nel tener vivo un pezzo della loro storia personale che non è altro che la storia di centinaia, di migliaia di donne come loro, costrette, dalla calamità del vivere le guerre, a scappare, a perdersi e a perdere qualcosa di se stesse nell’infernale viaggio verso una incerta salvezza per sé e per i propri figli.

Le bombe sul paese italiano, le raffiche di mitra sui profughi al confine Eritreo, i figli da salvare ad ogni costo, sempre, tutti. Bambini inghiottiti dalla notte del bosco, mamme inghiottite dalla notte dell’animo umano, ma la voglia di vivere continua, salda, se nasce un figlio con occhi di gazzella, se una figlia bambina chiama mamma.

La guerra non ha bandiere, non ha confini perché, quando ogni essere umano si trova di fronte ad essa, le barriere non esistono più. Esiste solo la volontà, forte e determinata, di sopravvivere, assieme ai figli, il nostro futuro. “Madri” racconta proprio questo attraverso la voce di due donne, una italiana, una africana. Sono due madri che vivono il dramma di perdere il figlio, una, e di avere un figlio con la violenza, l’altra. Due madri che amano in ugual maniera i propri piccoli, vittime dell’egoismo e della violenza dei grandi, e che lottano per il loro futuro, con la speranza di una vita migliore.

E’ uno spettacolo-denuncia che affronta il problema delle sfollate/immigrate senza dare spazio a interpretazioni politiche o a giudizi che molto spesso sfociano in pregiudizi. E’ un racconto semplice, reale, una commedia umana che pone al centro la maternità, vissuta anche dal “diverso” che poi, così diverso da noi… non è.

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